Girano ripetuti post e video che riprendono l’intervista Scalfari-Andreotti del Divo.
È interessante notare come tutti quanti, tutti, ma proprio tutti, facciano coincidere la fine della scena, con la fine del monologo di Scalfari: “Allora le chiedo: tutte queste coincidenze sono frutto del caso o della volontà di Dio?”
Ma la scena continua ed è nella risposta di Andreotti che si capisce cosa sia il potere o meglio, cosa sia l’intreccio di potere. Perché Andreotti risponde: “È un caso che l’autorevole quotidiano, da lei diretto e fondato, sia stato salvato dall’allora presidente del Consiglio? Quel Presidente del Consiglio ero io. Il suo giornale stava per finire nella mani di Silvio Berlusconi, un datore di lavoro a lei poco gradito. Io l’ho impedito, anche grazie alla mediazione del tanto vituperato Ciarrapico. Consentendole di riacquistare la sua autonomia e libertà. È grazie a me che lei oggi può permettersi di essere così arrogante, presuntuoso e sospettoso nei miei confronti.”
Scalfari: “Guardi che le cose non stanno esattamente così. La situazione era un po’ più complessa”
Andreotti: “Ecco! Lei è abbastanza perspicace e l’ha capito da solo. La situazione era un po’ più complessa, ma questo non vale solo per la sua storia. Vale anche per la mia”.
Sipario.