Mariaemma.

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devidsketchbook:

CTA Rail Car Converted into Mobile Garden

"I first covered the Mobile Garden project here on Colossal back in October of last year. UIC Art and Design graduate Joe Baldwin continues to pursue funding for his open-air public transit garden, but meanwhile was given the opportunity to participate in this year’s Art on Track festival last weekend by turning the interior of an el car into a fantastic sod-covered, ivy-laden garden. This car circled Chicago’s elevated downtown loop for five hours with several additional cars decorated with numerous other art installations” - Christopher Jobson

Photos via noisvelvet

[Via thisiscolossal]

Certe volte passo dinanzi a negozietti, per esempio nella rue de Seine. Rigattieri o piccoli commercianti di libri antichi o di acqueforti, con vetrine zeppe. Da loro non entra mai nessuno, evidentemente non fanno affari. Ma se si guarda dentro, li si vede sedere, sedere e leggere, noncuranti; non si curano del domani, non si preoccupano del guadagno, seduto dinanzi a loro hanno un cane, soddisfatto, o un gatto che fa ancora più grande il silenzio strofinandosi lungo le file di libri, quasi spolverasse i nomi sui dorsi. Oh, se ciò bastasse: vorrei certe volte comperarmi una di quelle vetrine zeppe e sedermi là dietro con un cane per vent’anni.

- Rainer Maria Rilke, I quaderni di Malte Laurids Brigge (via luomocheleggevalibri)

(probabilmente mi romperei il cazzo dopo un mese. o forse no.)

comeandaresullalunainfiatuno:

bourette:

l’infinito stato di pace nell’osservare la lavatrice in funzione.

È bello non essere i soli a provare certe sensazioni.

amici! fratelli! abbracciamoci. 

ecco, questa cosa qui me l’aveva insegnata la mia prozia quando ero piccola e per calcolare i giorni per chiudere i fogli presenza dei dipendenti, lo faccio ancora.

ecco, questa cosa qui me l’aveva insegnata la mia prozia quando ero piccola e per calcolare i giorni per chiudere i fogli presenza dei dipendenti, lo faccio ancora.

scifi-reality:

"Women have to protect other women"
"Women have to protect other women"
"Women have to protect other women"
"Women have to protect other women"
"Women have to protect other women"
"Women have to protect other women"
"Women have to protect other women"
"Women have to protect other women"
"Women have to protect other women"

Women have to protect other women.

(Fonte: lanarey)

(Fonte: thelongdistancerunner)

seltzerlizard:

Shut Up! (good advice for guys)

seltzerlizard:

Shut Up! (good advice for guys)

Ma quanto mi arrapi? ciao proprio.

Anonimo

Eh, quanto?

(mi fa ridere la panza del gatto perché sembra quella di #freecosini)

chouncazzodicasino:

Mi sa che la rebloggo sempre.GiàGià.

ma ti capisco sorella. lo “rebloggherei” anch’io sempre.

chouncazzodicasino:

Mi sa che la rebloggo sempre.
Già
Già.

ma ti capisco sorella. lo “rebloggherei” anch’io sempre.

(Fonte: silverpeaks)

blackbarmitzvahs:

Can you imagine the conversation though?
Queen: I’m going
Chief of Staff: But, Your Majesty, the security risks…
Queen: I’m going I want cake 
Chief of Staff:
Queen: 
Chief of Staff: 
Queen: I want cake

Anche chris brown lo diceva.

blackbarmitzvahs:

Can you imagine the conversation though?

Queen: I’m going

Chief of Staff: But, Your Majesty, the security risks…

Queen: I’m going I want cake 

Chief of Staff:

Queen: 

Chief of Staff: 

Queen: I want cake

Anche chris brown lo diceva.

(Fonte: youknowyourebritishwhen)

“La voglia di scriverti.
La paura di disturbarti”

Vai tranquillo, sei bloccato dal 2007.

- Fran Altomare @FranAltomare   

(lol, true story)

(Fonte: myborderland)

bella persona che sei ;* però dovresti mostrarci le tette.

Anonimo

In cambio di mazzi di pizza se ne può parlare. 

Vi dirò una roba sull’amicizia.
Ieri mentre riabbracciavo una persona che non mi ero resa conto di quanto mi fosse mancata pensavo che non è mica sempre vero che ti accorgi dell’importanza di una persona quando non ce l’hai più, a volte te ne accorgi quando ritorna e ricomincia a illuminarti la strada. Un po’ come quando rimetti gli occhiali da vista dopo tempo e ti dici “ma cosa cazzo li ho lasciati in borsa a fare fino ad oggi”.

In ogni rapporto ci sono momenti di stallo e ci sta.

Ci sta perché si è stanchi, perché siamo a luglio, il tempo è una merda, poi fa un caldo della madonna, si lavora, non sempre si ha il mare, e poi non si scopa almeno una volta alla settimana, il vino buono spesso non è poi così buono e al posto di sciallallà ti prendi delle sbronze tristi e ripensi alle cose e ti chiedi cosa cazzo stai facendo della tua vita.
Ci sta perché si hanno progetti, le giornate sono corte o tremendamente lunghe e tu vorresti fare tutto e invece alle dieci di sera sei li che pulisci il pavimento ascoltando Nina Simone, in maglietta e coda di cavallo e chissà dove se ne è andato tutto il tempo che credevi di avere. Ci sta perché i social sono lollosetti ma fanno uscire quell’istinto di onnipresenza, onniscenza, onnicoglionaggine che ti chiedi se davvero quella persona lì con cui ti sei fatta grandi giornate, sia davvero l’utente che scrive. 
E ci sta perché l’empatia e la lealtà nelle persone spesso si restringono come quando lavi la lana con il programma cotone a 60°. 
Però alla fine un punto di incontro, un canale spesso(?) anche solo come una cannuccia fuxia da cocktail deve rimanere, perché da qualche parte l’amore che si prova deve confluire con quello dell’altro. Se ci si gira in cerca di conferme, di presenza e di sostenimento, quella cannuccia di plastica rimane l’unico modo per far arrivare qualcosa. L’ultimo mezzo per ricordare che era solo luglio, era solo una bottiglia di vino di merda, una periodo in cui il tempo era nemico, un momento in cui il mare era troppo lontano.

Quindi boh, la morale trovatela voi, io so solo che Nina Simone spacca. #100coolpeople 17/100

Vi dirò una roba sull’amicizia.
Ieri mentre riabbracciavo una persona che non mi ero resa conto di quanto mi fosse mancata pensavo che non è mica sempre vero che ti accorgi dell’importanza di una persona quando non ce l’hai più, a volte te ne accorgi quando ritorna e ricomincia a illuminarti la strada. Un po’ come quando rimetti gli occhiali da vista dopo tempo e ti dici “ma cosa cazzo li ho lasciati in borsa a fare fino ad oggi”.

In ogni rapporto ci sono momenti di stallo e ci sta.

Ci sta perché si è stanchi, perché siamo a luglio, il tempo è una merda, poi fa un caldo della madonna, si lavora, non sempre si ha il mare, e poi non si scopa almeno una volta alla settimana, il vino buono spesso non è poi così buono e al posto di sciallallà ti prendi delle sbronze tristi e ripensi alle cose e ti chiedi cosa cazzo stai facendo della tua vita.
Ci sta perché si hanno progetti, le giornate sono corte o tremendamente lunghe e tu vorresti fare tutto e invece alle dieci di sera sei li che pulisci il pavimento ascoltando Nina Simone, in maglietta e coda di cavallo e chissà dove se ne è andato tutto il tempo che credevi di avere. Ci sta perché i social sono lollosetti ma fanno uscire quell’istinto di onnipresenza, onniscenza, onnicoglionaggine che ti chiedi se davvero quella persona lì con cui ti sei fatta grandi giornate, sia davvero l’utente che scrive.
E ci sta perché l’empatia e la lealtà nelle persone spesso si restringono come quando lavi la lana con il programma cotone a 60°.
Però alla fine un punto di incontro, un canale spesso(?) anche solo come una cannuccia fuxia da cocktail deve rimanere, perché da qualche parte l’amore che si prova deve confluire con quello dell’altro. Se ci si gira in cerca di conferme, di presenza e di sostenimento, quella cannuccia di plastica rimane l’unico modo per far arrivare qualcosa. L’ultimo mezzo per ricordare che era solo luglio, era solo una bottiglia di vino di merda, una periodo in cui il tempo era nemico, un momento in cui il mare era troppo lontano.

Quindi boh, la morale trovatela voi, io so solo che Nina Simone spacca. #100coolpeople 17/100

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(Fonte: freshkings)